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Corea del Sud, 9 fermati in una rete iGaming illegale da $187 milioni

La polizia informatica della provincia sudcoreana di Gyeongnam ha fermato nove persone accusate di gestire 153 siti iGaming illegali con ricavi complessivi superiori a 187 milioni di dollari.

La polizia informatica della provincia di Gyeongnam, in Corea del Sud, ha fermato nove persone collegate all'organizzazione e alla gestione di 153 siti iGaming illegali non identificati, secondo quanto riportato da Kyunghyang Shinmun. Sette dei sospettati lavoravano per una società che forniva agli operatori soluzioni di piattaforma pronte all'uso integrate con live streaming provenienti da casinò online esteri, mentre gli altri due acquistavano e rivendevano agli operatori saldi per le scommesse in grandi quantità. I ricavi complessivi del gruppo hanno superato i 187 milioni di dollari.

Tre membri del gruppo sono stati formalmente arrestati, incluso il CEO della società, mentre altri sei sono stati deferiti alla procura senza custodia cautelare. Nell'ambito dell'indagine, la polizia ha bloccato 22 siti web e ottenuto un ordine preliminare di sequestro per circa 690.000 dollari di proventi illeciti. Oltre alle persone fermate, la polizia ha emesso avvisi di ricerca internazionale tramite il sistema delle red notice di Interpol per altri due presunti complici che si ritiene siano fuggiti all'estero.

Il caso mette in evidenza il ruolo dei fornitori specializzati di infrastrutture tecniche, e non soltanto degli operatori direttamente visibili, nel sostenere l'ecosistema illegale del gioco online in Corea del Sud. La portata dei ricavi del gruppo sottolinea inoltre come la fornitura di infrastrutture di piattaforma e streaming a più operatori possa generare ingenti entrate illecite senza gestire direttamente singoli siti di gioco.

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