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Vivere vicino ai locali di gioco è associato a una maggiore partecipazione online, secondo uno studio

I ricercatori hanno stimato una probabilità di giocare online superiore del 49% tra chi vive più vicino ai locali, ma i risultati variavano per luogo, tipo di gioco e misura dell’esposizione.

Le persone che vivevano più vicino ai locali di gioco fisici avevano una probabilità stimata di giocare online pari a 1,49 volte quella di chi viveva più lontano, secondo uno studio pubblicato nel Journal of Gambling Studies.

La ricerca, pubblicata il 10 ottobre, ha confrontato il 10% degli intervistati con la maggiore vicinanza ai locali con il 10% con la minore vicinanza. La differenza stimata saliva a 1,69 volte tra i residenti delle aree suburbane e rurali.

Gli autori Jing Zhang, Luning Li ed Emmanouil Tranos, delle università di Bristol e Glasgow, hanno esaminato il rapporto tra gli ambienti fisici di gioco e la partecipazione online. I risultati variavano notevolmente tra i centri urbani e le aree meno densamente popolate. 

Le differenze assolute erano più contenute

I ricercatori hanno inoltre calcolato le probabilità di partecipazione a diverse distanze, fornendo un contesto alle cifre di rischio relativo messe in evidenza.

A una distanza media di 0,5 km dai quattro locali più vicini, la probabilità stimata di giocare online era del 14,5%. A 2,5 km era del 12,6%, con una differenza di 1,9 punti percentuali.

Questo confronto tra distanze riguarda punti della distribuzione diversi da quelli utilizzati nel confronto tra i decili più vicino e più lontano da cui deriva il rapporto di 1,49.

Tra i residenti delle aree suburbane e rurali, le probabilità corrispondenti erano del 14,7% e del 12,1%. I risultati riguardano la partecipazione al gioco d’azzardo online, non la probabilità di sviluppare un disturbo da gioco d’azzardo. 

I risultati sulle scommesse differivano da quelli sui casinò

Per le scommesse online, i residenti delle aree suburbane e rurali nel decile più vicino avevano una probabilità stimata di partecipazione pari a 1,24 volte quella dei residenti nel decile più lontano.

Gli autori hanno osservato un andamento diverso nei centri urbani, dove una maggiore vicinanza ai locali era associata a una minore partecipazione stimata al gioco online.

Non hanno trovato evidenze statistiche sufficientemente solide per trarre conclusioni sugli effetti della vicinanza sui giochi da casinò online e di tipo bingo.

I risultati dipendevano anche dal modo in cui veniva misurata la vicinanza. La relazione complessivamente positiva non rimaneva robusta dopo gli aggiustamenti quando i ricercatori utilizzavano il numero di locali nell’area residenziale anziché la distanza.

Gli autori discutono due processi potenzialmente concorrenti: i locali fisici possono incoraggiare la partecipazione al gioco, mentre l’accesso ai prodotti terrestri può anche sottrarre parte dell’attività ai canali online. L’equilibrio variava tra i modelli e i gruppi di popolazione analizzati. 

Disegno dell’indagine e limiti residui

Lo studio ha utilizzato un’indagine YouGov commissionata da GambleAware e condotta tra il 31 ottobre e il 23 novembre 2022.

Dei 18.305 intervistati, l’analisi ne ha mantenuti 11.977 la cui ubicazione residenziale poteva essere identificata con precisione. Le misure dell’esposizione comprendevano il numero di locali nelle aree di residenza e in quelle limitrofe, oltre alla distanza media dai quattro locali più vicini.

I ricercatori hanno applicato un disegno a doppio controllo negativo per affrontare fattori non misurati che avrebbero potuto influenzare sia il luogo di residenza sia la partecipazione al gioco.

Sebbene il metodo mirasse a stimare effetti causali, gli autori hanno riconosciuto che fattori confondenti residui avrebbero potuto distorcere i risultati. Hanno inoltre rilevato sensibilità alle misure dell’esposizione e limiti legati ai dati mancanti. I risultati dipendono quindi dalle ipotesi di modellizzazione dello studio. 

La dichiarazione sui finanziamenti indica un sostegno tramite il Bristol Hub for Gambling Harms Research, finanziato da GambleAware, insieme a un progetto finanziato da Academic Forum for the Study of Gambling.

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