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Paf e Meta lanciano un progetto pilota svizzero contro gli operatori di gioco senza licenza

Paf condividerà documenti di licenza, indirizzi web e altri dati sugli operatori con Meta in un progetto pilota svizzero pensato per migliorare l'individuazione di aziende di gioco e affiliati senza licenza.

L'operatore iGaming Paf ha annunciato un progetto pilota con Meta volto a migliorare l'identificazione degli operatori di gioco e degli affiliati senza licenza che si rivolgono ai giocatori in Svizzera.

Nell'ambito dell'iniziativa, Paf fornirà a Meta documenti di licenza, URL di siti web e altre informazioni che possono aiutare l'azienda tecnologica a distinguere le attività autorizzate a operare sul mercato svizzero da quelle prive di approvazione locale.

Il progetto è stato presentato il 30 settembre da Jesper Eliasson, Chief Business Development Officer di Paf, durante l'SBC Summit di Lisbona.

Paf ha dichiarato che i lavori sul progetto pilota inizieranno a breve. Se l'approccio si dimostrerà efficace in Svizzera, l'azienda vuole valutare l'estensione del modello ad altri mercati regolamentati.

Meta riceverà dati su operatori e affiliati

Il progetto pilota si concentra su uno dei problemi pratici che le piattaforme social devono affrontare quando esaminano la pubblicità relativa al gioco d'azzardo.

Un operatore può possedere una licenza di gioco in una giurisdizione, ma non avere l'autorizzazione a rivolgersi ai consumatori di un'altra. Gli affiliati possono aggiungere un ulteriore livello di complessità promuovendo marchi in più mercati, domini e account pubblicitari.

Paf intende fornire a Meta informazioni verificate che offrano un contesto locale più chiaro sia sugli operatori sia sugli affiliati.

Il materiale includerà documenti di licenza e indirizzi web, consentendo a Meta di confrontare gli inserzionisti e le destinazioni promosse con le informazioni fornite da un operatore del mercato regolamentato svizzero.

Paf non ha reso noto l'esatto processo tecnico che Meta utilizzerà per integrare o utilizzare i dati.

L'iniziativa è quindi un progetto pilota e non una garanzia che tutta la pubblicità di gioco senza licenza venga automaticamente identificata o rimossa.

La Svizzera testerà la scalabilità del modello

Paf ha scelto la Svizzera come primo mercato per il progetto perché l'azienda ha già una presenza significativa nel settore regolamentato dei casinò online del Paese.

Paf opera come partner tecnologico e di competenza per mycasino.ch, gestito da Grand Casino Luzern.

Secondo Paf, mycasino.ch genera oltre 100 milioni di euro di ricavi annuali e occupa una posizione di leadership nel mercato regolamentato dei casinò online svizzeri.

Ciò offre a Paf una conoscenza diretta dell'ambiente locale regolamentato e delle aziende che competono per i giocatori svizzeri.

Se il progetto pilota produrrà risultati utili, l'operatore vuole verificare se lo stesso modello di condivisione dei dati possa essere trasferito ad altri Paesi in cui Meta affronta sfide simili nel distinguere le aziende di gioco autorizzate localmente dai concorrenti offshore.

Paf vuole coinvolgere i regolatori in un'attività di enforcement più ampia

Paf ha inoltre sostenuto che la collaborazione con le piattaforme social da sola non eliminerà il gioco senza licenza.

L'azienda vuole che i regolatori e le altre autorità adottino ulteriori misure di enforcement contro operatori e affiliati che si rivolgono deliberatamente ai mercati regolamentati senza la necessaria autorizzazione.

Tali misure possono includere ordini di cessazione, cooperazione transfrontaliera e interventi finanziari contro l'infrastruttura che sostiene le operazioni illegali.

L'azienda ha affermato di voler coinvolgere le autorità di vigilanza nella più ampia cooperazione relativa al progetto svizzero.

Ciò riflette uno spostamento più ampio nell'attività di contrasto nel settore del gioco, verso i servizi che consentono agli operatori senza licenza di acquisire clienti, anziché concentrarsi esclusivamente sul blocco dei loro domini di casinò o scommesse sportive.

I social media diventano parte della strategia di canalizzazione

Il progetto pilota evidenzia inoltre il ruolo crescente delle piattaforme social nei dibattiti sulla canalizzazione del gioco.

Gli operatori autorizzati possono essere soggetti a restrizioni locali in materia di pubblicità, tutela dei giocatori e gioco responsabile, mentre i concorrenti senza licenza possono utilizzare social network e affiliati per raggiungere gli stessi consumatori senza rispettare tali requisiti.

Paf sostiene che fornire alle piattaforme informazioni migliori sulle licenze potrebbe contribuire a colmare questa lacuna.

L'azienda non ha fissato obiettivi di performance per il progetto pilota svizzero né annunciato quanto durerà il periodo di test.

Eliasson ha riconosciuto che l'esito resta incerto, ma ha dichiarato che Paf intende continuare a collaborare con Meta contro gli operatori senza licenza indipendentemente dai risultati del progetto iniziale.

Per il settore iGaming nel suo complesso, il test mostrerà se lo scambio diretto di dati tra un operatore regolamentato e una piattaforma pubblicitaria globale possa diventare uno strumento pratico di enforcement in più giurisdizioni.

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